[Battipaglia '43-70°anniversario] La reazione tedesca e il Caos nelle parole dei testimoni, il prof. Carlo Carucci e Norman Lewis

Battipaglia landing 1943Vogliamo raccontare quelle terribili ed eroiche giornate che hanno riportato la libertà. Per questa ragione lasceremo descrivere quei giorni a due testimoni che hanno vissuto gli eventi da due punti diversi, il prof. Carlo Carucci, che assisteva alle operazioni da Olevano sul Tusciano e che ha lasciato un dettagliato diario di quei giorni. L’altro testimone è lo scrittore Norman Lewis, allora ufficiale inglese. L’uno civile a lungo dietro le linee tedesche, l’altro militare dietro le linee alleate.

Paul Oglesby Italy 1943Per completare il racconto pubblichiamo questa magnica e bellissima foto del soldato Paul Oglesby davanti all’altare di una chiesa semidistrutta (probabilmente ad Acerno).

Lo schieramento alleato è imponente ma la controffensiva tedesca è organizzata e determinata, l’operazione è a un passo dal fallimento, come ci racconta il dott. Giuseppe Fresolone del MOA (Museum Operation Avalanche)il gen.Clark prepara l’ordine di re-imbarco“.

Pesa sull’esito dell’operazione la disorganizzazione alleata e i molti errori tattici che in molti imputano al gen.Clark ma il nostro obiettivo non è di identificare colpe quanto cercare di far rivivire quei momenti. Alterneremo i due racconti con  brevi estratti, dal bellissimo libro di Norman Lewis Napoli 44 e dal diario del prof.Carucci che abbiamo potuto conoscere grazie al bel sito dedicato a Olevano e sul quale potete apprezzare l’intero brano.

11 settembre – dal diaro del prof. Carucci
Si raccontano cose raccapriccianti di Battipaglia: sepolti vivi che implorano soccorsi dalle mura e dalle case crollate, e nessuno può accorrere ad aiutarli, essendo impossibile, continuando gli spari, avvicinarsi alle case crollate… [...] …in mezzo a tanto disastro una tristissima notizia alla radio. I tedeschi hanno occupato Genova, Torino, Milano…ed anche Roma, disarmando i nostri soldati! Badoglio e il re sono fuggiti e si sono messi in salvo. E per giunta, paracadutisti hanno liberato Mussolini. Che disgrazia! I tedeschi hanno occupato l’Italia

12 settembre – da Napoli 44
Oggi, all’improvviso, la guerra si è scatenata. Eravamo seduti fuori dalla nostra fattoria, a leggere e a prendere il sole, cercando di fare il palato al vinello asprigno di qui, quando abbiamo notato che il rombo distante delle cannonate, che si sentiva fin dal mattino presto, tutt’a un tratto sembrava essersi fatto più vicino. Poco dopo è passata una colonna
di carri armati americani diretti verso il campo di battaglia. Sono tornati subito indietro: erano molti di meno, e il modo in cui procedevano a tutta velocità, zigzagando – dava l’idea del panico.   [...] Poco dopo si è sentito gridare: «Gas!», e abbiamo visto figure impazzite con addosso le maschere correre in ogni direzione. Il caos e lo sconcerto si sono diffusi ovunque. Si era sparsa la notizia di uno sfondamento da parte della 16a Panzer Grenadier
spitfire caduto a salerno 1943[...] Oggi pomeriggio gli artiglieri della contraerea americana, con i nervi a fior di pelle, hanno abbattuto il loro terzo Spitfire. Appena arrivato dalla Sicilia, il caccia ha decollato all’inseguimento degli fw 190 ed è stato colpito subito, mentre volava a circa cento metri di quota.

14 settembre – da Napoli 44
Intorno alle undici, un nervosissimo ufficiale americano è piombato qui su una jeep. Distribuiva carabine leggere: [...] ci è stato ordinato di partecipare alla difesa del Comando dall’assalto dei carri Tigre e Mark IV, che ora stavano avanzando verso di noi. Quello che l’ufficiale non ci ha detto era che lui e i suoi colleghi se la stavano tranquillamente svignando, abbandonando i loro uomini. A questo punto, tra i soldati americani rimasti indietro si è diffuso il panico assoluto. Convinti che la fanteria tedesca si fosse infiltrata nelle nostre posizioni, hanno cominciato a spararsi fra di loro. Le urla degli uomini colpiti dalle pallottole gelavano il sangue.

15 settembre – da Napoli 44
Molti degli uomini che vediamo aggirarsi qui intorno non sanno dove siano i loro ufficiali, che non hanno più visto da quando è cominciato il contrattacco tedesco

16 settembre – dal diaro del prof. Carucci
A-German-7.5-cm-PaK-40-anti-tank-gun-near-SalernoQuesta mattina all’alba sono stato svegliato da un cannoneggiamento che pareva venisse da lontano. Evidentemente gli inglesi hanno indietreggiato e di parecchi chilometri. Silvio De Rosa mi dice che un paio d’ore prima dell’alba è cominciato uno sfilamento di carri tedeschi provenienti dalla via di Acerno, e  cantavano: Giovinezza.!

17 settembre – dal diaro del prof. Carucci
in serata è cominciato il passaggio di un’autocolonna tedesca proveniente dalla Calabria e diretta ad Acerno. S’è fermato un carro nella strada e son venuti su tre tedeschi, che volevano saper notizie della radio, che non abbiamo potuto dare. Pare che tra pochi giorni dovrebbero andar via di qua anche quelli che da tanti giorni ci stanno tormentando, e se abbiamo capito che ha detto uno dei tedeschi, tutti andrebbero via il 20 prossimo, cioè lunedi. Hanno indicato il giorno 20, facendo vedere il numero sopra un calendarietto…

18 settembre – da Napoli 44
Oggi, in fila per il rancio, abbiamo parlato con un paracadutista del 509 Battaglione americano, ancora pieno di sordo rancore per l’esperienza subita la notte del 14, quando ha preso parte al temerario e insensato lancio di seicento uomini mandati a interrompere le comunicazioni nelle retrovie nemiche. Gli obiettivi, ci ha detto, erano il ponte e la galleria di Avellino, ma alcuni aerei avevano effettuato il lancio anche a una quarantina di chilometri dal bersaglio, mentre da altri paracadutisti erano finiti sui tetti di alti edifici della stessa Avellino, da dove, non riuscendo a liberarsi in tempo dall’equipaggiamento, erano caduti trovando la morte.

18 settembre dal diaro del prof. Carucci
In cortile ci sono due donne di Battipaglia, venute giù dalle grotte, dove sono state un paio di giorni. Hanno fatto un quadro terrificante della vita che si mena in esse. La gente vive stipata, giacché ogni grotta ne contiene più del dovere, tranne la grotta di San Michele, che pare ne abbia accolti tremila. A terra hanno messo delle frasche e chi si, chi no, un materasso. Chi passa nell’oscurità intoppa in qualcuno e non mancano le parolacce. Inoltre vi è un’abbondanza orribile di pulci e di altri insetti, dai quali non è facile difendersi.

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